STORIA di PANTALICA
Geologia ed Archeologia del territorio dei monti Iblei

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LE GROTTE e la storia dell’Uomo

La Sicilia sud-orientale fornisce, insieme con altre aree italiane (la Puglia, il Materano) e del Mediterraneo (la Serbia,la Slovenia,la Cappadocia), numerosissimi esempi di un fenomeno noto come “civiltà rupestre”: l’uso di abitare nelle grottefoto.gif (933 byte) non soltanto nelle fasi più antiche della preistoria dell’uomo, ma in periodi storici molto più vicini a noi.

                      Pantalica:interno di una  grotta
grotta pantalica

 Storici ed archeologi hanno fatto sempre più luce sulla diffusione geografica e sulla cronologia di questo tipo di insediamenti. In alcuni casi i complessi abitativi rupestri mostrano una sicura connessione con esperienze di vita religiosa associata, ma spesso fu la necessità di sfuggire a gravi pericoli come le invasioni a costringere gruppi anche consistenti di persone a cercare rifugio in luoghi sicuri,  scegliendo siti molto arroccati (come è appuno il sito di punt.gif (928 byte)Pantalica) .

Questi insediamenti presentano altri elementi costanti:

  • il punt.gif (928 byte)contesto geologico (pareti di roccia calcarea su fiumi e torrenti ( le “cave”nel nostro caso) o speroni sempre calcarei affioranti in zone collinari o montagnose);

  • la vicinanza o la disponibilità di acqua (punt.gif (928 byte)fiume Anapo);

  • la prossimità di più antiche grotte pure scavate nella roccia talvolta utilizzate come modello, talaltra direttamente ri-adoperate con ampliamenti e modifiche (vedi punt.gif (928 byte)storia di Pantalica);

  • la preoccupazione difensiva (nei pochi casi in cui le grotte sembrano facilmente accessibili potevano esistere fortificazioni (punt.gif (928 byte)anaktoron).

Pantalica è appunto un’altura di roccia calcarea che domina da profondi burroni i fiumi Anapo e Calcinara, che qui confluiscono; vi si trova il maggiore complesso rupestre di tombe dell’intera Sicilia: infatti la necropoli dei Siculi preistorici, dal XIII fino al VII secolo A.C. (dall’Età del Bronzo allo stabilirsi dei Greci in Sicilia), consta di almeno 5.000 grotte scavatefoto.gif (933 byte) (o ri-utilizzate) nelle pareti verticali dei burroni. I villaggi di capanne venivano invece costruiti sul pianoro superiore di Pantalica.

A proposito di grotte pre-esistenti e ri-utilizzate (e se osserviamo il sito dal punto di vista  geologico), molte sono state sicuramente scavate migliaia e migliaia di anni prima ( a partire da 70.000 anni fa ),

  • quando il fiume Anapo erodeva sempre più in profondità  il plateau calcareo ibleo

  • e l'Etna cominciava a "sorgere" dal paleo-golfo di Catania

  • e i primi Homo Sapiens provenienti dalla vicina Africa approdavano sempre più numerosi in Sicilia .

ANCORA OGGI non si spiega come gli uomini della civiltà di Pantalica potessero ricavare grotte da pareti   quasi inaccessibili.(vedi foto sotto) : sicuramente riutilizzarono (aggiungendone altre) le grotte pre-esistenti.

grotte scavate su pareti inaccessibili
                                                                                  necropoli di Pantalica (panorama)

Il problema che si pone allora è:

chi abitava le grotte di Pantalica prima della civiltà di Pantalica stessa?

Questa è evidentemente una storia a parte, una storia che riguarda la nostra stessa  punt.gif (928 byte)evoluzione...........


Certamente c’è ancora molto da studiare e da cercare, bisogna andare oltre la Pantalica di oggi cercando i finanziamenti per tutta una serie di scavi archeologici. Anche perché di una necropoli che ha una estensione di centinaia e centinaia di ettari con più di 5000 grotte si sono finora seriamente interessate SOLO due persone : Paolo Orsi e Bernabò Brea . troppo pochi !!

E non solo per cercare i resti della città sepolta Hybla ma anche e soprattutto per cercare i resti (ancora più importanti) di tracce di uomini ancora più antichi (i primi Sapiens?), uomini che avevano cominciato a scavare grotte e trovare un riparo sicuro in quel luogo inaccessibile migliaia e migliaia di anni prima.

Queste primitive abitazioni rupestri sono state poi riutilizzate (magari distruggendo reperti più antichi) anche come tombe dalla popolazione della civiltà di Pantalica quando queste furono costrette ad abbandonare in massa le zone costiere…..e chissà che Pantalica non possa diventare persino una nuova Lascaux o Altamira o Chauvet o Badisco o Daunia…..

 I villaggi rupestri sono quattro, posti in zone diverse del sito. A Nord si trovano il gruppo piccolo, detto della Cavetta, e uno dei tre maggiori, denominato del Crocifisso; a Sud è il complesso di San Nicolicchio; ad Ovest, come detto prima, si trova, molto vicino ad una trincea difensiva, il gruppo di San Micidario. I tre gruppi maggiori ricevono il nome dalla chiesetta che, anch’essa scavata nella roccia, caratterizza ognuno di essi. La chiesetta di San Micidario, che gli archeologi datano tra il IX e l’XI secolo D.C., è evidentemente il luogo di preghiera di un villaggio che comprendeva grandi ambienti, spesso articolati in più vani, e grotte più piccole, in qualche caso utilizzate forse come magazzini e botteghe.

                    Pantalica: una grotta
 pantalica grotta

Un esempio invece di magazzino è  rappresentato da alcune grotte che mostrano una serie di incassi alla base delle pareti interne; essi potevano servire per alloggiarvi un soppalco o una pedana per conservare prodotti agricoli o materiali che non dovevano essere posti direttamente sul terreno. Molte delle grotte di questo gruppo sono oggi, in parti più o meno estese, franate o evidenziano gravi rischi di deterioramento, dovuti all’erosione naturale della roccia calcarea.

 Si può ben supporre come i Siculi di Pantalica  , stretti intorno al loro anax , cercano di respingere i Greci invasori: quei Greci che di lì a poco ricopriranno la terra conquistata di belle colonne doriche e insegneranno la lingua che sarà di Teocrito e di Pitagora, il cui eco si avverte tuttora nella parlata larga delle genti che oggi vivono negli Iblei in generale e nella valle dell’Anapo in particolare.

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