STORIA di PANTALICA
Geologia ed Archeologia del
territorio dei monti Iblei
| LE
GROTTE e la storia dellUomo La
Sicilia sud-orientale fornisce, insieme con altre aree italiane (la Puglia, il Materano) e
del Mediterraneo (la Serbia,la Slovenia,la Cappadocia), numerosissimi esempi di un
fenomeno noto come civiltà rupestre: luso
di abitare nelle grotte
Pantalica:interno di una grotta Storici ed
archeologi hanno fatto sempre più luce sulla diffusione geografica e sulla cronologia di
questo tipo di insediamenti. In alcuni casi i complessi abitativi rupestri
mostrano una sicura connessione con esperienze di vita religiosa associata, ma spesso fu
la necessità di sfuggire a gravi pericoli come le invasioni a costringere gruppi anche
consistenti di persone a cercare rifugio in luoghi sicuri, scegliendo
siti molto arroccati (come è appuno il sito di Questi insediamenti presentano altri elementi costanti:
Pantalica
è appunto unaltura di roccia calcarea che domina da profondi burroni i fiumi Anapo
e Calcinara, che qui confluiscono; vi si trova il maggiore complesso rupestre di tombe
dellintera Sicilia: infatti la necropoli dei Siculi preistorici,
dal XIII fino al VII secolo A.C.
(dallEtà del Bronzo allo stabilirsi dei Greci in Sicilia), consta di almeno 5.000 grotte scavate A proposito di grotte pre-esistenti e ri-utilizzate (e se osserviamo il sito dal punto di vista geologico), molte sono state sicuramente scavate migliaia e migliaia di anni prima ( a partire da 70.000 anni fa ),
ANCORA OGGI non si spiega come gli uomini della civiltà di Pantalica potessero ricavare grotte da pareti quasi inaccessibili.(vedi foto sotto) : sicuramente riutilizzarono (aggiungendone altre) le grotte pre-esistenti.
Il problema che si pone allora è: chi abitava le grotte di Pantalica prima della civiltà di Pantalica stessa? Questa è evidentemente una
storia a parte, una storia che riguarda la nostra stessa
E non solo per cercare i resti della
città sepolta Hybla ma anche e soprattutto per cercare i resti (ancora più importanti)
di tracce di uomini ancora più antichi (i primi Sapiens?), uomini che avevano cominciato
a scavare grotte e trovare un riparo sicuro in quel luogo inaccessibile migliaia e
migliaia di anni prima. Queste primitive abitazioni rupestri
sono state poi riutilizzate (magari distruggendo reperti più antichi) anche come tombe
dalla popolazione della civiltà di Pantalica quando queste furono costrette ad
abbandonare in massa le zone costiere
..e chissà che Pantalica non possa diventare
persino una nuova Lascaux o Altamira o Chauvet o Badisco o Daunia
.. I villaggi rupestri sono quattro, posti in zone diverse del sito. A Nord si trovano il gruppo piccolo, detto della Cavetta, e uno dei tre maggiori, denominato del Crocifisso; a Sud è il complesso di San Nicolicchio; ad Ovest, come detto prima, si trova, molto vicino ad una trincea difensiva, il gruppo di San Micidario. I tre gruppi maggiori ricevono il nome dalla chiesetta che, anchessa scavata nella roccia, caratterizza ognuno di essi. La chiesetta di San Micidario, che gli archeologi datano tra il IX e lXI secolo D.C., è evidentemente il luogo di preghiera di un villaggio che comprendeva grandi ambienti, spesso articolati in più vani, e grotte più piccole, in qualche caso utilizzate forse come magazzini e botteghe.
Pantalica: una grotta Un esempio invece di magazzino è rappresentato da alcune grotte che mostrano una serie di incassi alla base delle pareti interne; essi potevano servire per alloggiarvi un soppalco o una pedana per conservare prodotti agricoli o materiali che non dovevano essere posti direttamente sul terreno. Molte delle grotte di questo gruppo sono oggi, in parti più o meno estese, franate o evidenziano gravi rischi di deterioramento, dovuti allerosione naturale della roccia calcarea. Si può ben supporre come i Siculi di Pantalica , stretti intorno al loro anax , cercano di respingere i Greci invasori: quei Greci che di lì a poco ricopriranno la terra conquistata di belle colonne doriche e insegneranno la lingua che sarà di Teocrito e di Pitagora, il cui eco si avverte tuttora nella parlata larga delle genti che oggi vivono negli Iblei in generale e nella valle dellAnapo in particolare.
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