GEOLOGIA della
SICILIA sud orientale
tratto da lavori
di : Grasso,
Lentini, Carbone, Di Grande,
Veneziano
I MONTI IBLEI : Inquadramento
geografico e geomorfologico
a Sud dal mare Mediterraneo, a Est dallo
Ionio, a Nord dalla piana di Catania e a
Ovest dalla piana di Gela.
paesaggio degli Iblei
Dal punto di vista morfologico la maggior
parte dellarea è costituita da un
altipiano che a partire da
quota 1000 m s.l.m. in corrispondenza dei
coperture
laviche del
Monte Lauro va gradualmente
a degradare verso Sud e verso Est fino al livello del
mare. Il suddetto plateau, prevalentemente
carbonatico, risulta profondamente inciso
da una rete di valli .
Le valli o cave incise nella serie
carbonatica miocenica, presentano particolari
morfologie fluvio-carsiche prodotte della
erosione meccanica delle acque e della
corrosione chimica dei calcari da parte delle
acque . La diffusa carsificazione,
soprattutto nel settore orientale
dellarea, si manifesta sia con morfologie superficiali
, vaschette di dissoluzione e solchi di vario
tipo, sia con
grotte carsiche - vedi grotta PALOMBARA link esterno (MELILLI ).
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GEOLOGIA e strutture tettoniche
Il
territorio di PANTALICA è costituito da CALCARENITI e
CALCIRUDITI a BANCHI spessi anche diversi metri del serravalliano-tortoniano, da VULCANOCLASTITI
E LAVE BASICHE IN PREVALENZA SOTTOMARINE e da CALCARENITI FRIABILI , CALCIRUDITI e
MARNE DEL TORTONIANO-MESSINIANO
IL territorio di PANTALICA è parte dell'area degli Iblei:
larea dei Monti Iblei
costituisce il settore più settentrionale dellavampaese
africano che verso Nord e Nord-Ovest va a
formare lavanfossa e al di là della
congiungente Gela-Catania sparisce in
sottosuolo al di sotto delle coltri della falda di
Gela (Vedi Fig. sotto). Insieme alle aree
sommerse questo settore dellavampaese fa parte del
Blocco Pelagiano che costituisce, nel
complesso, una zona stabile estesa dalla
Scarpata Ibleo-Maltese fino alla Tunisia,
formata da una potente successione mesocenozoica
prevalentemente carbonatica con ripetute
intercalazioni di vulcaniti
basiche. Verso Est la continuità del
sistema di faglie a
è stato particolarmente attivo durante gli
ultimi 5 M.A. e sarebbe legato ad un
progressivo collasso del bordo occidentale
del Bacino Ionico.

Lavampaese Ibleo, lungo il suo bordo
settentrionale ed occidentale è invece
bordato da una avanfossa, con sedimentazione
silico-plastica prevalentemente
alimentata dai quadranti settentrionali
durante il Plio-Quaternario. Questo settore del
Plateau è stato interessato dalla
tettogenesi plio-quaternaria che ha prodotto
laccavallamento del fronte più esterno
della catena (Falda di Gela) sulle parti più
periferiche dellavampaese.
STRATIGRAFIA
Larea dei Monti Iblei, forma il settore
Sud-orientale della Sicilia, delimitato a
Nord-Ovest dalla congiungente Gela-Catania.
Si tratta di un Plateau
prevalentemente carbonatico i cui livelli triassico-giurassici
e in parte cretacei sono noti soltanto da dati di sottosuolo.
Schema stratigrafico strutturale dei Monti Iblei
clicca
sull'immagine per ingrandire
Larea Iblea è caratterizzata
nell'era secondaria da una sedimentazione
marnosa-argillosa, interrotta da
sporadiche effusioni
fase tettonica produce lemissione di
grossi volumi di vulcaniti basiche soprattutto
lungo la regione ionica. La repentina
variazione batimetria causata dagli accumuli
vulcanici è allorigine delle scogliere
a rudiste e coralli di Pachino.
orientale, caratterizzato da una sequenza carbonatica di
mare poco profondo e
influenzata dallo sviluppo di prodotti vulcanici;
laltro formato essenzialmente da sedimenti carbonatici alimentati dalle aree
orientali e deposti su una base carbonatica degradante verso il mare aperto.
Nel settore orientale affiora una successione
stratigrafica spesso lacunosa e
caratterizzata da facies marine di acque basse, di età
compresa tra il Cretaceo e il
Miocene superiore, alla quale si intercalano due orizzonti
di vulcaniti basiche.
Sui basalti alcalini del Cretaceo sup. di Capo Passero si
sviluppano scogliere a
rudiste del Maastrichtiano, sulle quali si hanno
lembi discontinui di calcareniti a
macroforaminiferi del Luteziano, seguiti da calcari ad
alghe e briozoi
dellAquitaniano. A cozzo Telegrafo (Brucoli) e nel
sottosuolo di Augusta sono stati
segnalati calcari a rudiste sovrapposti a basalti
alcalini, mentre nella zona di Priolo i
livelli cretacei affioranti sono rappresentati da
megabrecce e da risedimenti grossolani
alternati a livelli calcareo-marnosi e a marne.
Al di sopra dei termini cretacei si estende
una copertura oligomiocenica
costituita dalla Formazione dei Monti
Climiti, suddivisa nei Membri di Melilli in
basso e dei Calcari di Siracusa
in alto costituiti rispettivamente da calcareniti
pulverulente biancastre e biolititi algali
con rodoliti e coralli.
Lanzidetta Formazione passa in alto ad
una sequenza di vulcanoclastiti con
abbondante frazione sedimentaria, generatesi
per esplosioni freatomagmatiche in
ambiente marino di acque basse o subaereo,
cui viene attribuito il nome di
Formazione Carlentini
=> vulcaniti iblei (di età tortoniana).
geologia generale della Sicilia Orientale:

La
Formazione Monte
Carruba costituita da calcari teneri e da lumachelle
inframessiniane chiude in alto
lanzidetta successione, con significato di deposito preevapotitico.
Nel settore occidentale le facies
supracretacee-mioceniche del settore centrale
e occidentale del Plateau Ibleo
consistono invece di sedimenti carbonatici di ambiente
pelagico. Gli affioramenti più antichi sono
dati da calcari marnosi del Cretaceo inf.
cui seguono calcari marnosi con selce di età
cretaceo-eocenica.
Nellarea di Monterosso, Vizzini e
Licodia Eubea il limite Cretaceo-Terzario è
caratterizzato dalla presenza di strutture
sinsedimentarie, quali, brecce
intraformazionali, slumps, ecc.,
probabilmente connesse ad una instabilità tettonica
del bacino.
Seguono estese successioni carbonatiche di
ambiente da neritico a pelagico,
note come Formazione
Ragusa. Tale successione è suddivisa in due parti: quella
inferiore (Membro Leonardo) caratterizzata da
calcilutiti e marne di età oligocenica,
quella superiore (Membro Irminio) da
calcareniti e marne di età inframiocenica.
Questa Formazione passa talvolta gradualmente
alle marne della Formazione Tellaro
di età medio-miocenica con sporadiche
intercalazioni calcarenitico-marnose.
Superiormente e lateralmente la Formazione
Tellaro passa alle calcareniti tortoniane
della
Formazione
Palazzolo in parte coeve alle calcareniti della Formazione
dei Monti
Climiti.
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L'area di PANTALICA -come detto sopra- è costituita da CALCARENITI e CALCIRUDITI a BANCHI spessi anche diversi metri del serravalliano-tortoniano, da VULCANOCLASTITI E LAVE BASICHE IN PREVALENZA SOTTOMARINE e da CALCARENITI FRIABILI , CALCIRUDITI e MARNE DEL TORTONIANO-MESSINIANO
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Sullaltipiano calcareo non vi sono
tracce di sedimenti evaporitici,
probabilmente perché esso era emerso
durante il Messiniano superiore. A NO dei
sistemi di Comiso-Chiaramonte e di
Monterosso-Pedagaggi, sono invece diffusi
depositi evaporitici localizzati
allinterno di depressioni strutturali sinsedimentari.
I prodotti vulcanici presenti nellarea
Iblea possono essere ascritti a tre
principali manifestazioni datate al Cretaceo
superiore, al Miocene superiore ed al
Plio-Pleistocene. In superficie, gli
affioramenti vulcanici più antichi sono quelli
cretacei di Pachino e quelli affioranti a
nord di Siracusa.
clicca
sulla foto per ingrandire
Il vulcanesimo del Miocene superiore presenta
carattere esplosivo con brecce
e prodotti vulcanoclastici
che sono distribuiti attorno a crateri di tipo diatremico.
Affiorano nel settore settentrionale Ibleo
lungo una fascia larga circa 30-40 km estesa
in direzione NE-SO, mentre gli affioramenti
più meridionali si hanno a Monterosso
Almo e lungo il bacino dellAnapo
fino alla zona di Solarino.
I sedimenti pliocenici sono distribuiti in
maniera discontinua lungo i bordi
dellaltopiano Ibleo. Brecce calcaree,
sottili lembi di Trubi e sabbie a Strombus
Coronatus sono presenti alla base delle coperture laviche della zona di Monte Lauro
costituite inferiormente da pillow-breccia e
superiormente da colate subaeree.
Nel triangolo compreso tra Vizzini, Licodia
Eubea e Mineo, lattività
vulcanica si sviluppa in ambiente
costantemente submarino, come dimostra la
presenza di ripetuti livelli di brecce vulcaniche alternate ai Trubi=marne calcaree e calcari marnosi di colore
bianco
crema e a frattura concoide e alle marne medioplioceniche.
Il Pliocene superiore è scarsamente
rappresentato in queste aree ad esclusione
del piastrone calcarenitico di Licodia Eubea.
Lattività vulcanica submarina e
subaerea sembra spingersi fino al basso
Quaternario,
nelle aree più settentrionali vicino allavanfossa, dove alle vulcaniti
submarine si intercalano livelli di
biocalcareniti del Pleistocene inferiore.
I depositi quaternari, che orlano il Plateau
Ibleo, appartengono a due principali
cicli sedimentari di età infra e
medio-pleistocenica. I terreni del Pleistocene inferiore
formano una cintura continua attorno
allAltipiano calcareo raggiungendo spessori
notevoli lungo i bordi settentrionale ed
occidentale. I litotipi sono dati da
biocalcareniti tenere giallastre discordanti
sul substrato miocenico o sulle vulcaniti
plioceniche. Le calcareniti
passano verso lalto e lateralmente ad argille grigio-azzurre
raggiungendo spessori considerevoli in
corrispondenza di strutture più depresse
(Augusta). Il secondo ciclo è rappresentato
dalla cosiddetta panchina crotoniana che
ricopre in discordanza termini di varia età
con alla base un paelosuolo originatosi nel
periodo della Regressione Romana.
Sul bordo occidentale Ibleo, lungo
lestesa piana tra Caltagirone e Vittoria, la
sedimentazione infrapleistocenica è chiusa da una potente serie sabbiosa regressiva.
plateau
carbonatico ibleo con - in alto - alcune grotte di PANTALICA

Monti Iblei, also known as the Iblean (or Hyblean) Plateau, is a carbonate platform
with substantial intercalations of volcanics that lies in the SE part of Sicily. Volcanism
occurred intermittently from the Late Triassic through the early Pleistocene, in an
environment characterized by dramatic eustatic and isostatic sea-level fluctuations and
active tectonism. Eruption and deposition therefore occurred both under water and above
the sea level, leading to the formation of distinctly different facies.
Chemically, the products of Iblean volcanism are both (sub-alkalic) tholeiitic and alkalic
basalts. Although the occurrence of both rock types has been known for some 30 years,
recent research in the Monti Iblei has shown that each was produced in distinct events
that probably correlate with changes in the tectonic regime in the area. In fact, only one
significant tholeiitic event has been identified with certainty; this occurred in the late
Upper Pliocene and was very brief and very voluminous.
Volcanic deposits in the Monti Iblei show a great
variety of submarine facies while subaerial deposits are almost entirely sheeted lava
flows with rare occurrences of partially welded spatter. The diversity of submarine
deposits is due to different eruptive and depositional processes both during and after
eruptive events.
During the period from the late Miocene until the early Pleistocene, five periods of
volcanic activity occurred in an area lying between the towns of Palagonia, Mineo,
Militello and Scordia in the NW part of the Iblean Plateau. They were separated by periods
of non-volcanic sedimentation and partial erosion. The analysis of both volcanics and
sediments has allowed a reconstruction of the geological history of this area which was
highly variable.
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